ATLETI DEPRESSI: PERCHÉ E COME USCIRNE?

depressi tennisL’approccio mentale in tutte le prestazioni sportive, dai settori giovanili all’alto livello, è determinante e lo stato mentale di un atleta può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

Sempre più spesso però si parla del fenomeno della depressione anche in ambito sportivo e negli ultimi anni gli psicologi dello sport si interrogano sulle principali cause indagando le dinamiche sottostanti.

Certamente l’ambiente sportivo stesso può diventare causa di ansia e depressione per gli atleti quando contiene al suo interno dinamiche disfunzionali e frustranti. Basti pensare al peso delle aspettative di risultato sull’atleta che spesso possono portare al burn-out.

Tuttavia, se secondo una ricerca del 2011 di Adnkronos Salute il 20% degli atleti soffre di depressione, questa percentuale diventa del 50% se si parla del fine carriera di un atleta.

Tendenzialmente si riscontra che più l’atleta è di alto livello, più è elevato il rischio di depressione a seguito del grande investimento di vita che è stato fatto fino a quel momento nella pratica sportiva e al grado di identificazione della persona con il ruolo di atleta. Il termine della carriera agonistica, infatti, per uno sportivo di alto livello rappresenta dal punto di vista psicologico un lutto da elaborare, la fine dell’essere atleta e il dover “inventarsi” un nuovo ruolo professionale.

È in questo delicato periodo di passaggio e di riprogrammazione della propria vita che sempre più atleti chiedono il supporto di uno psicologo dello sport per strutturare percorsi di outplacement volti a sostenere gli ex-sportivi.

Un’altra causa frequente di depressione nello sport è certamente legata all’esperienza di infortunio.

Anche in questo caso sarà fondamentale una corretta elaborazione psicologica dell’infortunio e delle sue conseguenze, che spesso possono significare un fine carriera anticipato e non programmato. Non è un caso se il recupero post-infortunio è uno dei principali ambiti di intervento dello psicologo sportivo, perché la paura stessa di re-infortunarsi può avere un impatto importante sulla salute mentale dell’atleta e sulla sua serenità, diventando un pensiero autolimitante e disfunzionale che paradossalmente va ad aumentare la probabilità di farsi ancora male.

Un lavoro di mental training con uno psicologo dello sport diventa quindi una risorsa preziosa e ed efficace per supportare gli atleti a superare i momenti di depressione e prevenire eventuali successive ricadute.

A cura della Dott.ssa Stefania Ortensi, Psicologa dello Sport

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